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Italo Giovanzana era un noto tipografo che viveva a Cisano Bergamasco ed è morto l’8 dicembre 1983. Riuscì a far sbocciare la sua impresa e a farla diventare importante, grazie anche al prezioso aiuto della sua famiglia. Collaborava con sua moglie Anna e, in seguito, anche con i suoi sei figli nella gestione di quello che all’inizio era un modesto laboratorio, ma che si è trasformato, con il tempo e con il suo duro lavoro, in un grande ed apprezzato complesso tipografico. Giovanzana era un uomo dalla viva intelligenza e dall’immensa cordialità. Una sua importante caratteristica era inoltre la sua grande capacità tecnica e la sua grande passione per il lavoro. Anche durante la malattia, infatti, Giovanzana ha continuato a lavorare, forse perché, come era scritto ne L’Eco Di Bergamo nel 1984, anno della sua morte, in un articolo a lui dedicato, «il familiare rullio delle sue macchine da stampa gli teneva in qualche modo compagnia e forse lo faceva sperare in un non lontano ritorno al lavoro, impegno di tutta la sua esistenza». Giovanzana veniva ammirato anche per la sua religiosità, che si poteva evincere non solo dalla sua virtuosa personalità, ma anche dalla sua sincera devozione. Amico dei padri Benedettini di Pontida, partecipava alle funzioni liturgiche di quella Basilica, e in esse trovava la perfetta combinazione tra «la fede dei suoi vecchi» e «una pratica religiosa modernamente intesa». La sua devozione a Dio fu evidente anche nel momento della sua morte. Diede prova infatti di grande coraggio perché sapeva di essere in pace con tutti sulla terra e di rispondere semplicemente ad un richiamo del Signore.
Archivio de L’Eco di Bergamo