Ogni vita un racconto
Ogni vita un racconto

a cura de

Ogni vita un racconto
Ogni vita un raccontoAccediOgni vita un racconto

Per informazioni e qualsiasi tipo di necessità potete contattarci:
Telefono: 035-386433
Mail: [email protected]

© 2026 Eco di Bergamo - S.E.S.A.A.B. S.p.a. con sede in Viale Papa Giovanni XXIII, 118 24121 Bergamo
È vietata la riproduzione anche parziale Iscritta al Registro Imprese di Bergamo al n.243762 | Capitale sociale Euro 10.000.000 i.v.

Cav. ITALO GIOVANZANA

Cisano Bergamasco, 9 dicembre 1983

Cav. ITALO GIOVANZANA
Dettaglio annuncio
Annuncio Eco Bergamo Cav. ITALO GIOVANZANA
Questo annuncio è stato pubblicato sull’edizione cartacea del:
10 dicembre 1983
Dettaglio annuncio
Annuncio Eco Bergamo Cav. ITALO GIOVANZANA
Questo annuncio è stato pubblicato sull’edizione cartacea del:
10 dicembre 1983

Partecipazioni

Ricordi

Al momento non ci sono ricordi da visualizzare,
caricane subito uno.

Pensieri

mercoledì 10 luglio 2024

Italo Giovanzana era un noto tipografo che viveva a Cisano Bergamasco ed è morto l’8 dicembre 1983. Riuscì a far sbocciare la sua impresa e a farla diventare importante, grazie anche al prezioso aiuto della sua famiglia. Collaborava con sua moglie Anna e, in seguito, anche con i suoi sei figli nella gestione di quello che all’inizio era un modesto laboratorio, ma che si è trasformato, con il tempo e con il suo duro lavoro, in un grande ed apprezzato complesso tipografico. Giovanzana era un uomo dalla viva intelligenza e dall’immensa cordialità. Una sua importante caratteristica era inoltre la sua grande capacità tecnica e la sua grande passione per il lavoro. Anche durante la malattia, infatti, Giovanzana ha continuato a lavorare, forse perché, come era scritto ne L’Eco Di Bergamo nel 1984, anno della sua morte, in un articolo a lui dedicato, «il familiare rullio delle sue macchine da stampa gli teneva in qualche modo compagnia e forse lo faceva sperare in un non lontano ritorno al lavoro, impegno di tutta la sua esistenza». Giovanzana veniva ammirato anche per la sua religiosità, che si poteva evincere non solo dalla sua virtuosa personalità, ma anche dalla sua sincera devozione. Amico dei padri Benedettini di Pontida, partecipava alle funzioni liturgiche di quella Basilica, e in esse trovava la perfetta combinazione tra «la fede dei suoi vecchi» e «una pratica religiosa modernamente intesa». La sua devozione a Dio fu evidente anche nel momento della sua morte. Diede prova infatti di grande coraggio perché sapeva di essere in pace con tutti sulla terra e di rispondere semplicemente ad un richiamo del Signore.

Archivio de L’Eco di Bergamo


Leggi tutti i messaggi (1)