Ogni vita un racconto
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Caravona Giuseppe (pepe')

TORRE BOLDONE, 12 marzo 2020

Caravona Giuseppe (pepe')

GIUSEPPE CARAVONA

(Pepè)

Ciao Pepè, all'improvviso ci hai lasciati.
BIANCA, ENZO, DANIELE con ALICE e MIA.
Torre Boldone, 13 marzo 2020

Partecipazioni

13 marzo 2020

CLAUDIO con CARLA, CLAUDIA con ANDREA e MATTIA, TITTI con SIMONE sono vicini per l'improvvisa perdita del caro

PEPÈ

a Bianca, Enzo, Daniele con Alice e la piccola Mia.

Ciao zietto.

Seriate, 13 marzo 2020

13 marzo 2020

In questo triste momento siamo vicini a Daniele, Bianca ed Enzo per la perdita del caro

PEPÈ

Gli amici di sempre: SIMO e ALI, ZACCA e FEDE, SISO e ROMI, TEO, BERGA e LUCIA, MARCO, ZITA, FEDE, CARLOTTA.

Torre Boldone, 13 marzo 2020

13 marzo 2020

LIVIO e ORNELLA con ALESSIA e MARCO si uniscono al dolore di Daniele, Bianca e Enzo per la perdita del caro

PEPÈ

Nembro, 13 marzo 2020

Questo annuncio è stato pubblicato sull’edizione cartacea del:
13 marzo 202014 marzo 2020

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Ricordi

Pensieri

lunedì 11 maggio 2020

Ciao fratello… un ricordo che ho di te da piccoli è che quando eravamo a tavola, spesso cercavo di toglierti il cibo dal piatto perché dicevo che la mamma ne metteva di più a te. Ti arrabbiavi, ti difendevi picchiandomi con il cucchiaio e finivamo col litigare e, peggio ancora, con l’essere pesantemente sgridati. E quando ti ho messo nella carriola e ti ho portato, a fatica, fino in cima alla salita che portava alla nostra vecchia casa in paese? Poi ti ho “scaricato” e ti sei pure fatto male. E da grandi? Mi hai dato il “coraggio” di affrontare il viaggio in aereo verso il paese, dove avremmo trascorso, nella stessa casa affittata, due bellissimi mesi di vacanze, insieme. E cosa dire della grande quantità di pasta fresca condita con il sugo rosso di agnello, cucinato come faceva la mamma, e mangiata con avidità nella tua “cucina personale”? C’era anche il cugino. La parte migliore di te che mi porto e mi porterò sempre nel cuore sono la bontà, la fiducia nella vita, l’intraprendenza, la generosità, la passione per la cucina, soprattutto per quella che ti ricordava le nostre origini calabresi e con la quale ti sei fatto conoscere e apprezzare nel ristorante che portava e porta tuttora il tuo nome. Ciao Pepè…

Atanasio Caravona

lunedì 11 maggio 2020

Ciao Pepè… quanti ricordi mi portano a te. Ti ho conosciuto sulle mura di Città Alta al tuo ritorno dal militare. Ero con tuo fratello e subito ti sei rivolto a me come se ci conoscessimo da tempo… eri la prima persona della famiglia alla quale venivo presentate ed è stato emozionante. Lavoravo e l’intervallo dell’ora di pranzo era lunghissimo: due ore! Pranzavo dalle suore ma non si poteva stare molto, perché, dopo di me, c’erano altre ragazze che dovevano occupare il mio posto. Tu, ogni settimana, nel giorno in cui eri di riposo nel ristorante dove lavoravi, mi invitavi a pranzo a casa e cucinavi sempre qualcosa di nuovo… sedersi a tavola in famiglia non mi sembrava vero. Era un gesto di grande affetto e attenzione. Sei stato testimone di nozze, un impegno importante del quale ti sentivi orgoglioso. Venivi molto spesso a trovarci nella nostra casa di Borgo Santa Caterina, fino a quando hai cambiato residenza. Ricordi il viaggio in treno in Svizzera tra due ali di neve altissima? Che freddo… ma quanto entusiasmo. Un nuovo nipotino ci aspettava. Non posso dimenticare la tua bontà, il tuo altruismo, il tuo prodigarti per gli altri. Ci siamo visti per l’ultima volta qui, a casa mia. Parlavi di partite con tuo fratello, “sfogliavi” il telefono alla ricerca di date di incontri, di pronostici, di vecchie foto del paese… mai avrei immaginato che sarebbe stata l’ultima… avevi ancora troppi progetti da realizzare. Mi hai salutata, come sempre, con un sorridente “ciao Giusy… magari ci vediamo presto per una cena nella mia taverna…”. Non ci siamo più visti…

Giusy Abati

lunedì 11 maggio 2020

Ciao zio… Ricordiamo le pizze mangiate da bambine… facevamo i salti di gioia “perché si andava in pizzeria!!” (Paola e Silvia). E le mangiate di pesce per i compleanni? Le battute per sdrammatizzare. Il giubbino di pelle, regalo dopo il viaggio in Norvegia. Le nacchere delle Canarie. Un pensiero per noi c’era sempre. (Paola) Ricordo la gioia di essere invitati alla festa di compleanno di Enzo perché, già golosissima da bambina, sapevo di poter assaggiare tanti deliziosi dolci, di cui tu spiegavi le ricette. In adolescenza, invece, ricordo che sei stato il primo a spiegarmi come preparare l’impasto della pizza! Non l’ho più dimenticato! (Silvia) Voglio ricordarti così… con tovagliolo e piatto in mano, mentre parli di cibo, ricette, ingredienti… nel tuo locale sempre caldo e accogliente, per festeggiare tutte le ricorrenze importanti della famiglia: battesimi, comunioni, compleanni… (Valentina) E, infine, chi si dimentica il fantastico video inviato la scorsa estate, da Santa Sofia, che ti riprende mentre prepari un impasto enorme, per tutti i parenti del paese!? ...le tue nipoti...

Paola, Silvia e Valentina Caravona


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