Caro Don Savino. La tua salita al Cielo mi ha sconvolto. Per anni siamo stati compagni di banco al giornale, avevamo una sola scrivania in condominio, tu da una parte, io dall'altra e spesso una sola macchina da scrivere sempre in comunione. Altri tempi, erano gli Anni 70. Ti ricordi le gran mangiate di redazione? Eri senza limiti a finire primi secondi e contornie non ingrassavi un grammo. Poi hai scelto monsignor Lefevre , sei andato in seminario, ma dopo qualche anno hai sentito di nuovo il fascino della Chiesa di Roma. Mi ricordo quando mi hai chiesto di farti qualche lezione di latino e io non capivo. Sono venuto a trovarti anche a Montignosi, confinato sulle Alpi Apuane, dove dicevi Messa a cinque vecchiette, ma sempre con il tuo sorriso sulle labbra. Ogni tanto tornavi a Bergamo e magari alle 10 di sera bussavi a casa mia per farti fare uno spaghetto al sugo. Eri così, dolce, ammirevole e così voglio ricordarti sperando che sei in pace con te stesso e metti una buona parola per tutti noi con il buon Dio. Ciao don.
Lucio