Caro zio Tiglio, te ne sei andato solo, senza la carezza dei tuoi affetti, senza che nessuno ti potesse tenere per mano. Non è bastato lo spirito forte dei Lorenzi per sconfiggere un maledetto virus. Dopo soli due giorni dalla tua cara sorella Madalì che instancabilmente ripeteva “la vita è bella e chi la sa goder”, hai raggiunto la tua amata Maria. Mi piace pensare che ora stai felicemente cantando con lei insieme allo zio Valentino e al mio papà Vincenzo quegli stessi canti che rallegravano i vostri incontri conviviali di gioventù e così, nella pace eterna, abbiate cura dei vostri cari che vi custodiscono nel cuore. Catia
Catia