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Che dono speciale avevi, Paola, riuscivi a percepire l'indole e lo stato d'animo delle persone e farle sentire accolte, ciascuno in un modo diverso. Impossibile non volerti bene. Mai puntuale, ma attenderti era un piacere perché nel mio cuore sapevo che il poco tempo vissuto con te mi avrebbe ripagato del tempo passato nell'attesa. ...Perché eri sempre in ritardo? Perché appena prima di uscire di casa ti chiamava un'amica per una parola di conforto o il vicino di casa chiedeva un consiglio o ti fermavi per strada ad aiutare qualcuno in difficoltà. Impossibile per te ignorare le richieste di aiuto, in questo mi dicono che assomigliavi al nonno Omobono, mancato lo stesso giorno di calendario. Ricordo di te occhi meravigliosi, uno specchio dell'anima, e un sorriso accogliente. Oggi il malato di Aids può vivere anche grazie a chi, come te, si è sottoposto a cure sperimentali difficilissime da sopportare. Il tuo sacrificio non è stato invano. Ti ricordo ogni giorno della mia vita.
La tua "sorellina" Chiara