Ogni vita un racconto
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Tessadri Francesco

DOSSENA, 11 marzo 2020

Tessadri Francesco

È mancato all'affetto dei suoi cari

FRANCESCO TESSADRI

di anni 96

Ne danno il triste annuncio i figli ANGELO con DIANA, ANNA con DOMENICO, i nipoti MARCO con VERONICA, VERONICA con ELIANO, VALERIA, GIUSEPPE con MONICA e ALESSIA, i pronipoti VALENTINA e STEFANO e parenti tutti.
Un ringraziamento particolare a tutto il personale della Casa di Riposo Don Palla di Piazza Brembana che con cura e dedizione hanno assistito il nostro caro.
Le esequie si svolgeranno in forma privata nel cimitero di Dossena venerdì 13 alle ore 15.
Il nostro caro è composto nell'abitazione in Via Gromasera.
Ringraziamo quanti prendono parte al nostro dolore.
Dossena, 11 marzo 2020

Partecipazioni

12 marzo 2020

FRANCESCO e FRANCESCA con tutta la famiglia condividono il dolore per la perdita del carissimo cognato

FRANCESCO TESSADRI

San Pellegrino Terme, 12 marzo 2020

Questo annuncio è stato pubblicato sull’edizione cartacea del:
12 marzo 202013 marzo 2020

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Ricordi

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Pensieri

martedì 9 giugno 2020

Tutta la poesia che è nelle mie mani viene dal “curà fò la stala”, dalle camminate verso la “pensana” “Ol bidù del lacc” e con tutto il bagaglio di resistenza nelle tue parole silenti, ....camminavamo..... Nella tua camminata veloce verso “i cole” le mie scappatoie, le risate, le provocazioni, i conflitti domestici, l’isteria di un tempo lontano, la tempra acida e dissenziente delle giornate di lavoro, i miei capricci adolescenti ed il boato dell’imprecare “fò sö l’edera e zó n’del prat “ Chissà cosa aspettavo della mia crescita e dal mio lavoro, diverso dal tuo nonno, ma simile. Il futuro ancora ci smuove E tutto il mio corpo si irrigidisce come sotto il peso “de öna carga” la mia anima è forgiata nella tua dipartita come sotto il peso “de öna bora so la spala” “Ol nono l’vulà vià’”e tutta la mia educazione con lui, non quella dei banchi di scuola, non quella della rabbia e del diniego, ma quella sostanza di una persistenza che ha dato a tutte le nostre bocche il mangiare saporito del quotidiano, il maneggiare prensile della manualità. Una forma di resistenza e costanza. Una tenacia nel non smettere mai quella del nonno. In questa solitudine siamo sempre stati soli, tutti noi, figli, nipoti, fratelli e padri, e tu te ne vai, anche tu come un uccello tra folli, tra la natura che grida speranza in un tempo storico di resistenza e grida. Il mio corpo non lavora nonno, la mia testa sì, è piegato e ti pensa, non si tiene dritto nella forza che avevi. Ed il cuore mio è spaccato, I mie occhi qui in Olanda guardano il cielo E tra la luce del giorno mi pare di rivederti come una striscia d’aria bianca e con quel vento che spinge forte contro il mio petto. Ti penso nonno, Tuo Giuseppe.

Giuseppe


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